Cinema e altri abbracci
Un pezzo del mio 2025 cinematografico
Ho aspettato a lungo prima di mettere finalmente insieme le idee e gli appunti per questo pezzo, sia perché procrastinare è una delle mie specialità, sia perché il tema mi tocca molto profondamente in quanto il cinema rappresenta una delle cose che ho più a cuore. La prima idea era quella di fare una top 10 dei film che ho guardato in questo lungo, infinito anno, indipendentemente dalla data di uscita. Presto però mi sono resa conto che sarebbe stato troppo difficile: ho guardato quasi 200 film (pochi considerando che un anno è composto da 365 giorni da 24 ore ciascuno) e sceglierne solo 10 per una lista da inserire in una o due pagine qui mi avrebbe portata a perdermi nella mia indecisione. I film che ho amato, che ricorderò per sempre e che ho voglia di riguardare, riascoltare, riscoprire vanno ben oltre le dieci posizioni di una Tier list di fine anno.
È complicato riuscire a racchiudere in poche righe le eterne emozioni che un film riesce a trasmettere, almeno quanto è complicato spiegare cosa rappresenta per me il cinema. A volte dico che è il mio tutto, anche se questa frase non vuol dire niente. Facciamo che per me il cinema è un abbraccio stretto, caldo come quello di una persona che ami e che non vedevi da tempo. Per quanto possiamo essere socialmente disabituati alle dimostrazioni di affetto, per quanto possiamo essere cinici e disillusi, schifati dal mondo e da quello che siamo diventati, sfido chiunque a non desiderare, anche solo ogni tanto, quel caldo abbraccio. Ecco cosa è per me il cinema, circa.
Questa introduzione per dire che, insomma, non ce l’ho fatta a scegliere 10 film tra tutti quelli guardati quest’anno e allora piano B: I MIEI 10 FILM PREFERITI DEL 2025, così va meglio, ok? Mi sento più tranquilla e meno persa dentro me stessa, quindi ecco la mia lista personalissima, parziale e assolutamente non richiesta. I film che seguiranno sono usciti in sala o in streaming in Italia nel 2025, quindi ci sarà anche qualcosa formalmente uscito nel 2024 ma praticamente arrivato qui dopo, come accade quasi sempre — tranne quando i film non arrivano affatto: not very nice of you, caro Paese che ha dato i natali a maestri come Pasolini, Fellini e Fulci, per citarne solo alcuni.
Non sarò qui a fare l’intellettuale col frac (vedi mio articolo precedente) e accollarmi con l’analisi dettagliata di ogni film; non sono un critico cinematografico né tantomeno ho le competenze per aspirare ad esserlo, ma sono innamorata del cinema di un amore semplice e primordiale, per cui le mie riflessioni saranno altrettanto semplici e rispecchieranno, più che un’analisi tecnica, una mia opinione dettata dalle emozioni che ho provato durante la proiezione e dal mio gusto personale.
10 - The Mastermind, Kelly Reichardt
Non è quel tipo di film che fa emergere in maniera spiccata la personalità di Josh O’Connor (o degli altri attori coinvolti, vedi Alana Haim), né quello in cui l’ho trovato più incisivo. Ma The Mastermind ha un’atmosfera stranamente confortevole, nonostante sullo schermo stiamo assistendo alle conseguenze di un maldestro furto andato male. C’è qualcosa di profondamente rassicurante nell’atmosfera quasi ipnotica in cui si muovono i personaggi: il jazz di sottofondo, i silenzi e le lunghe sequenze in cui uno dei miei attori preferiti è libero di occupare il tempo e lo spazio dell’inquadratura senza dover dimostrare nulla. E a me questo basta, ok?
9 - After the Hunt, Luca Guadagnino
Incredibile che un film di Guadagnino sia nella mia top di fine anno. E invece eccoci qua. Niente mostri, niente romanticismo, niente favole gotiche. Solo una storia di ricchi borghesi, di quelli che sembrano vivere su un piano diverso della realtà, lontano da quello che abitiamo noi comuni mortali. Questo può fare più paura di qualsiasi mostro, ma andiamo oltre. Contro ogni aspettativa, questo film è riuscito a farmi appassionare a un racconto piuttosto asettico e impermeabile, grazie ad interpretazioni quasi perfette di attori che non credevo mai di poter apprezzare (J. Roberts ed A. Garfield). Riescono infatti a dare profondità a questa trama sottile e snob, classica dei film di Guadagnino che resta ossessionato dalla rappresentazione di questa élite — un tema che non trovo affascinante, ma con il quale lui riesce talvolta (vedi Challengers) a toccare le corde giuste del mio cuore di amante del cinema.
8 - Dracula: a Love tale, Luc Besson
Il Dracula di Besson non è affatto un film perfetto, ma io non vado al cinema alla ricerca della perfezione. Quando entro in sala quello che cerco è la magia, non nel senso più poetico del termine ma inteso come la scintilla che scatta quando, durante una proiezione, ti rendi conto di essere parte di qualcosa. È stato bello essere travolti dall’amore devastante e incondizionato che ha portato il nostro vampiro a cercare incessantemente la sua amata per 400 anni (this or nothing), e poi onestamente io vivo per questo tipo di rappresentazione gotica, appassionata e struggente dei sentimenti ed infatti per me questo è stato un anno cinematograficamente davvero molto soddisfacente.
7 - Sinners, Ryan Coogler
Sì, stiamo ancora parlando di vampiri, tema ricorrente del 2025 e non me ne lamento affatto. Avevo parecchi pregiudizi in merito a Sinners, sia perché c’è stato un periodo in cui su internet non si parlava d’altro sia perché i trailer con gli intermezzi musicali mi avevano fatto ritrarre ancora di più nella mia tana. Fortunatamente le mie opinioni basate letteralmente sul nulla non mi hanno impedito di guardare questo film, che mi ha positivamente sorpresa per l’originalità con cui mette in scena un tema così inflazionato, per le scelte registiche e per l’interpretazione a tratti impeccabile del buon Michael B. Jordan.
6 - Weapons, Zach Cregger
Finalmente un po' di horror in questa lista super sexy, e parliamo di uno degli horror più belli degli ultimi anni a parer mio. È facile vincere questa competizione quando continuano a uscire film come The Conjuring parte 125, ma andiamo oltre.Weapons è stato il primo film che ho visto in IMAX, in un cinema gigantesco a Berlino (chi mi conosce sa), durante un pomeriggio di metà settembre in cui la mia unica preoccupazione era se dopo il film sarei tornata a Holzmarkt o sarei andata diretta in camera a spararmi un video-analisi di 1 ora del Frusciante. Puoi visualizzare una situazione più perfetta di questa? Probabilmente sì, ma non mi interessa. La seconda parte del film è decisamente la mia preferita: quando la sparizione dei bambini non è più un mistero su cui interrogarsi ma un vuoto che pesa, in un’atmosfera disturbante e claustrofobica che mi ha lasciato addosso una sensazione di disagio persistente.
5 - Chainsaw Man - The movie: Reze Arc, Tatsuya Yoshihara
Cosa si può dire di questo film? Sicuramente che se dovessi guardarlo senza aver letto il manga e/o visto la serie anime, ci capiresti ben poco della bellissima e delirante storia scritta dal nostro folle amico Fujimoto. La trama può risultare a tratti frammentata e priva di appoggi ma, come quasi tutte le opere del maestro, anche questo film probabilmente non necessita di essere compreso in maniera lineare o troppo razionale. Chainsaw Man: Reze Arc corre dritto, non concede pause e non ti prende per mano. Funziona, secondo me, per il suo impatto, per l’animazione potentissima, per le sensazioni contrastanti e per l’empatia che inspiegabilmente all’improvviso ti lega ai personaggi. È un film che riesce ad essere pienamente coerente con lo stile e l’universo di Fujimoto, e io l’ho amato per questo.
4 - One Battle After Another, Paul Thomas Anderson
Sono sempre felice quando esce un nuovo film di Paul Thomas Anderson, perché so che non mi deluderà e qualsiasi sarà il tema avrà comunque quella nota romantica tipica, secondo me, delle sue opere. Per me PTA è sinonimo di romanticismo non nel senso letterale del termine ma nelle sue declinazioni più audaci. Riesce infatti ad essere romantico anche in One Battle After Another, dove ci presenta un insolito Leo DiCaprio nelle vesti di un rivoluzionario riottoso che, prima insieme alla sua amata Perfidia, poi a quel che resta dei suoi compagni, cerca di sabotare un sistema marcio, corrotto, ingiusto e fascista. Tutto per salvare quello che ha di più caro al mondo, senza smettere mai di essere fedele a se stesso.
E in fondo, cosa c’è di più romantico della rivoluzione?
3 - Bugonia, Yorgos Lanthimos
Parliamo ancora di rivoluzione dal basso, nello specifico quella di due cugini mentecatti che vegetano in un posto dimenticato da Dio in Georgia. Si fanno compagnia a vicenda mentre si lasciano logorare da teorie complottiste — utili, forse, a anestetizzare il dolore che la vita ha deciso di riservare loro. Come se essere dei miserabili non fosse già abbastanza. Torna Lanthimos con la sua Emma Stone, qui nei panni di una spietata CEO multimiliardaria con la casa domotica e il mindset da predatrice egomaniaca. Questo film è distopico ma non troppo: è una grassa risata in faccia a un mondo ormai polarizzato tra terrapiattisti e élite privilegiate che pensano di poter sfuggire alla morte grazie a diete speciali, chirurgia estetica, integratori e skincare routine da migliaia di dollari. Alla fine, forse, Elon Musk è veramente un rettiliano…
2 - Frankenstein, Guillermo Del Toro
Ecco il film che sarebbe stato al primo posto se il film che è effettivamente al primo posto fosse uscito anche in Italia, come nel resto del mondo, nel 2024. Aspettavo con ansia di vedere la nuova opera di Guillermo del Toro da mesi, ma tristemente anche in questo caso sono stata obbligata a guardare un film del genere a casa e non nello spazio che avrebbe meritato e su uno schermo degno di questi colori e questa magia. Jacob Elordi è per me perfetto nei panni di un mostro imponente e fragile, di cui è stato impossibile non innamorarsi. In ogni inquadratura traspare l’amore di GDT per questa storia e la sua voglia di rappresentare, ma soprattutto custodire a modo suo, questa favola eterna della giovane Mary Shelley. Ho amato Mia Goth in entrambe le sue parti, con il viso e gli occhi grandi incorniciati da un rosso sangue e da un blu oceanico. La CGI mi ha disturbato in un paio di occasioni, ma hanno assolutamente prevalso il mio romanticismo e l’amore che provo per questo Mostro.
1 - Nosferatu, Robert Eggers
Ed eccoci qui, abbastanza prevedibile ma io sono esattamente questo. Nosferatu è stato il primo film che ho guardato al cinema nel 2025, e tiene insieme perfettamente il mio anno cinematografico. Un mostro, un vampiro, un amore, un’illusione, una morte. Dal momento in cui mi sono seduta in sala, luci spente, silenzio, la prima immagine mi ha letteralmente attraversata e così è stato per l’intera durata del film. Eggers non sta solo rifacendo un classico, lo sta mettendo in scena a modo suo, come un sogno, come qualcosa che attendeva da tempo di essere mostrato al mondo e che finalmente ha avuto l’occasione di esistere per tutti noi oltre che per il suo creatore. L’ossessione, il desiderio, le ombre e gli incubi, la neve che scende piano, il gotico nella sua massima forma ed espressione. Ogni inquadratura respira come se fosse viva, ogni movimento di macchina è come guidato da una forza antica e inevitabile. È un film che, come anche altri di questa lista non per niente miei preferiti dell’anno, mi è rimasto in testa per giorni. Ho ripensato al volto pallido di Lily-Rose Depp, alle ombre che divorano la città, a questo Nosferatu putrido ma affascinante. Un altro mostro di cui innamorarsi: questo succede quando andando al cinema cerchi la magia di cui parlavo e non la perfezione. Ti abbandoni alla storia che stai guardando e di cui ormai, per quello spazio di tempo, sei parte; e quella storia vivrà con te finché ne avrai bisogno e ti abbraccerà, se vorrai, in un abbraccio stretto e caldo a cui non puoi dire di no.
Dopo queste profondissime riflessioni, amici miei posso concludere con una breve lista dei film che non sono riuscita a guardare quest'anno, forse anche troppo presa dal mio toxic trait preferito: rewatch ossessivo compulsivo di film già visti che amo troppo.
Nel buco nero della mia watchlist abbiamo:
-Good boy
-The Smashing Machine
-No other choice
-Together
-The Ugly stepsister
-Caught stealing
-The History of sound
-Eddington
Sono pronta a perdermi ancora in questo buco nero, nell'attesa di nuove ossessioni in arrivo nel 2026 e nuovi abbracci in cui sprofondare. Per fortuna resta sempre ancora uno schermo da illuminare, una prossima storia in cui perdersi e un nuovo mostro di cui innamorarsi.
Alla fine si, anche se non vuol dire niente, il cinema è il mio tutto.
Ciao!













